Incontro con la Santera. Uno spaccato della cultura cubana

L’incontro con la Santera a Baracoa

Circa quattro mesi fa, quando ero in piena fase di pianificazione dell’itinerario e di studio della cultura cubana, avevo incluso nel mio programma di viaggio, qualora fosse possibile, un incontro con una santera o un santero, ed é quello che sono riuscita a fare a Baracoa, città prescelta in quanto nella parte sudorientale di Cuba le tradizioni sono più sentite e meglio conservate.

Trovare la santera mi é stato molto facile: chiacchierando con le persone del posto ho chiesto informazioni, e dopo un po’ di passaparola un ragazzo con il bici taxi ci ha dato appuntamento per le 8 di sera al nostro hotel, dicendo che avrebbe organizzato l’incontro. Ci siamo fidati, ormai avevamo capito che frequentare i cubani non era pericoloso. E poi Baracoa é davvero un borgo e, come in tutti i piccoli centri, tutti sanno tutto.

Alle 8 in punto montiamo sul veicolo a pedali e diamo inizio alla nostra esperienza esoterica.
Mentre la notte inizia a calare su di noi, ci infiliamo negli antri più poveri del paese, e dopo aver imboccato una serie di vicoli che mi fanno perdere completamente l’orientamento, raggiungiamo la casa della santera.

L’unica “comodità moderna” della povera baracca dove entriamo, é rappresentata da un televisore acceso ad alto volume, posizionato in un piccolo salotto contenente due poltrone, un tavolino con un telefono, una bicicletta, e, protetto da una tenda bianca lavorata a mano, il Santuario.

casa della santera, Baracoa

a casa della santera, Baracoa

La santera ci accoglie, é una donna sulla sessantina con l’espressione dolce, sembra molto buona. Indossa una fascia a mò di turbante, mi fa sedere davanti al suo santuario di fronte a lei, e dopo un piccolo rito preparatorio, concentrata, inizia a parlarmi.

Mi parla di un uomo che non c’è più ma che é sempre al mio fianco, di un mio grande problema con il quale continuerò a convivere ma che non mi farà più soffrire come in passato, e poi mi domanda cosa voglio chiederle.

Chi mi conosce di persona sa che queste cose sono riconducibili ad eventi reali della mia vita.

A questo punto dovrei impressionarmi. Invece mi sento pervasa da una grande energia positiva, quindi, guardandola negli occhi, formulo la mia richiesta con il cuore aperto e pieno di speranza.
Lei si concentra, legge carte, consulta i suoi orishas, mi fa bagnare la fronte con un olio, poi con un profumo… e via sempre più concentrata a recitare sottovoce delle preghiere incomprensibili, simili a litanie.
Poi una piccola pausa, la santera si accende un sigaro, e come in un film… ispira forte e, attraverso delle grandi nuvole di fumo, Vede.

Il motivo di questo incontro? Semplicemente ero curiosa di conoscere un lato importante della cultura cubana, e devo ammettere che é stato molto suggestivo. Ho partecipato alla seduta con trasporto, e il contatto con le mani della santera, così concentrata e fremente, mi ha trasferito forti emozioni. La seduta si é conclusa con un dono: un piccolo amuleto che dovrò ricoprire di profumo tutte le mattine e portare con me in borsa. Chissà, magari un giorno la mia richiesta si trasformerà nel miracolo che aspetto.

La Santeria a Cuba é una vera e propria religione, trasportata e poi fortemente difesa dagli schiavi africani provenienti dal sud-ovest della Nigeria, circa 400 anni fa.
Gli uomini appartenevano a diverse etnie, la più importante era chiamata Yoruba e veneravano gli dèi detti Orishas.
Per continuare ad onorare le loro credenze, di fronte ai padroni spagnoli che glielo vietavano, presero a identificare gli orishas con i santi del cattolicesimo e a fondere i riti yoruba con le pratiche cattoliche, fino ad arrivare a mescolare in modo totale le due religioni, e per questo si parla di vero e proprio sincretismo.

Santera, La Habana

Santera, La Habana

La santeria e il cattolicesimo oggi convivono nelle credenze della maggior parte dei cubani. La prima é praticata soprattutto nelle zone sud orientali dell’isola ed é accettata sia dalla Chiesa che dallo Stato.
I santeros sono i portavoce degli orishas, ossia dei santi e degli dei. Le persone si affidano a loro per cercare soluzioni, quando la medicina tradizionale non da speranza, o semplicemente per i problemi del quotidiano ottenendo predizioni, oracoli e amuleti.
I loro riti danno importanza a sigari e rum. Prevedono l’uso di maracas, profumo (acqua di Florida), fiori, caffè e altri elementi legati alle abitudini della popolazione.
Tutto ciò fa si che la santeria formi parte integrante e imprescindibile della cultura cubana.

Per chi volesse consultare la santera che ho incontrato, l’indirizzo è: Callejòn Jesus Menéndez 76 a Baracoa. Lei si chiama Celia.